Da Mario - Santarcangelo

Da Mario a Santarcangelo, cotture particolari e note orientali

Mario è un personaggio a Santarcangelo, la sua passione per la cucina comincia nel 1972 quando apre il ristorante “La Quiete” a San Vito con la mamma in cucina. Poi dal 1999 al 2011 gestisce ilVerde Mare” sulla Tolemaide: un ristorante che si distingue per i filetti in crosta di pepe e sale alla griglia e maialino in porchetta col girarrosto.

Infine nel 2013 approda a Santarcangelo. Il suo localino, Da Mario appunto, è adiacente allo spazio del Tamburello sotto le mura della pittoresca cittadina romagnola. Qui il giardino è curato dalla moglie Maria Elisabetta mentre le figlie, Elisa e Valentina, fanno da trait d’union tra i commensali e la cucina.

La peculiarità dell’offerta gastronomica sta nel “trattare bene” la materia prima, in particolare con cotture a bassa temperatura che la valorizzino senza snaturarla. Ne sono un esempio i filetti in crosta di sale o di pepe o il coniglio in porchetta, marinato prima, e cotto lentamente, un modo per esaltarne i sapori. Lo stesso vale per le verdure che, con questo metodo di cottura, mantengono croccantezza e colore. Tutti i prodotti sono freschi e di qualità non solo per quanto riguarda le carni ma anche le verdure.

Altro esempio interessante è la pancetta cotta 12 ore a bassa temperatura, in questo modo si trasforma completamente, lasciando andare la parte forte e rustica tipica di questo taglio di carne per lasciare spazio ad un gusto elegante. Servita con cipolla bianca stufata, purea di mela verde e scalogno brasato diventa un piatto evergreen.
Particolare la proposta dell’antipasto degustazione chiamato 2436 perché questi sono i minuti di cottura del piatto: è composto da una serie di assaggi sfiziosi per avere un’idea del tipo di cucina che si gusta qui. La filosofia di Da Mario è proporre un’offerta gastronomica alternativa rispetto agli altri locali del panorama santargangiolese mantenendo però dei gusti molto semplici e distinguibili al palato. Le lunghe ore di lavorazione sono riservate a chi sta dietro i fornelli: al Cliente non resta che assaporare il risultato.

Le specialità più gettonate sono proprio la pancetta di cui abbiamo parlato e la crème brûlée salata con marmellata di cipolle di tropea. Il menù propone piatti di sola carne e include 6 antipasti, altrettanti primi, secondi e dolci e 5 contorni, tra i quali ognuno può trovare una portata di proprio gusto.

Da Mario, anche le tagliatelle, pur rispettando la tradizione, strizzano l’occhio all’innovazione: sono infatti preparate con farine di grano arso, saraceno e kamut. Le Crespelle con semi di zucca utilizzano la farina di ceci o di riso. Ne risulta una cucina di facile comprensione al palato ma laboriosa ed attenta per chi tra ai fornelli.

La cantina dei vini privilegia i rossi, senza però trascurare i bianchi. I vini del territorio che hanno avuto la crescita principale fino a rappresentare la maggioranza della carta sono Sangiovese, Rebola e Riesling dell’Azienda San Giuseppe di Faenza. In aggiunta trovate le etichette scelte dal nipote Alessandro, un appassionato. Si tratta di una selezione che spazia in tutto il mondo e include anche pezzi rari.

Un punto di forza del locale è l’accoglienza, afferma Valentina, mentre Mario annuisce sotto i baffi. “All’inizio eravamo considerati come un ristorante gourmet di Nouvelle Cuisine poco abbordabile, ma col tempo la nostra filosofia è stata compresa, genuina e sincera come i piatti che proponiamo”. Mario è l’emblema dell’ospitalità e le figlie ne hanno ereditato la passione e la simpatia. Credono in quello che fanno e ogni giorno lo portano a tavola con orgoglio.

Una nota innovativa viene apportata dallo Chef indiano profondo conoscitore dei prodotti del mondo che regala un gusto dalle note orientali